Il panorama globale dell’intelligenza artificiale si sta spostando da una corsa verso algoritmi migliori a una lotta disperata per l’infrastruttura fisica che li alimenta. All’inizio del 2026, il collo di bottiglia per il progresso dell’IA non è solo il codice; sono il silicio, l’elettricità e gli spazi immobiliari. Riconoscendo questo cambiamento, l’India ha lanciato un’ambiziosa iniziativa per attirare oltre 200 miliardi di dollari in investimenti per l’infrastruttura dell’IA entro il 2028.
Questa mossa segna una transizione fondamentale nella strategia economica dell’India. Per decenni, la nazione è stata il back office del mondo, fornendo servizi software e supporto. Ora, il governo indiano e i suoi più grandi conglomerati privati scommettono che il paese possa diventare la centrale elettrica mondiale per l’informatica ad alte prestazioni (HPC) e lo sviluppo di un’IA sovrana.
Al centro di questo obiettivo da 200 miliardi di dollari c’è l’ampliamento della Missione IndiaAI. Originariamente concepita con un budget di 1,25 miliardi di dollari, la missione si è evoluta in un massiccio quadro di partnership pubblico-privata. L’obiettivo è costruire un ecosistema domestico che riduca la dipendenza dai fornitori di cloud stranieri, garantendo al contempo che i dati indiani rimangano sul suolo indiano.
L’IA sovrana è la filosofia trainante. In un mondo in cui i dati sono una risorsa strategica, il governo indiano vede la capacità di calcolo locale come una questione di sicurezza nazionale. Incentivando la costruzione di massicci data center e l’approvvigionamento di decine di migliaia di GPU di fascia alta — principalmente attraverso partnership con aziende come NVIDIA — l’India mira a fornire un accesso al calcolo a prezzi accessibili al suo fiorente ecosistema di startup.
Mentre il governo stabilisce la politica, il lavoro pesante viene svolto dai giganti industriali indiani. Reliance Industries e il Gruppo Tata hanno entrambi siglato accordi significativi per implementare l’architettura Blackwell di NVIDIA su larga scala. Questi non sono solo progetti pilota su piccola scala; sono implementazioni fondamentali destinate ad alimentare tutto, dai modelli linguistici locali (LLM) alle previsioni meteorologiche avanzate e alla scoperta di farmaci.
Reliance, in particolare, sta sfruttando la sua massiccia impronta nelle telecomunicazioni per integrare l’IA nella sua rete 5G, con l’obiettivo di offrire "l’IA come servizio" a milioni di piccole imprese. Nel frattempo, il Gruppo Adani si sta concentrando sull’intersezione tra energia verde e data center. Poiché i carichi di lavoro dell’IA sono notoriamente energivori, la capacità di Adani di fornire energia rinnovabile ai suoi parchi dati è un vantaggio competitivo critico per soddisfare gli obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance).
Costruire infrastrutture per un valore di 200 miliardi di dollari non è semplice come acquistare chip e collegarli. Gli ostacoli tecnici sono significativi. I rack IA ad alta densità richiedono sistemi di raffreddamento specializzati — spesso raffreddamento a liquido — che sono molto più complessi delle tradizionali sale server raffreddate ad aria.
Inoltre, la rete elettrica deve essere modernizzata per gestire i picchi localizzati di domanda richiesti da un massiccio cluster IA. L’India sta attualmente investendo in tecnologie “Smart Grid” per garantire che questi data center non compromettano la stabilità della fornitura elettrica pubblica. C’è anche la questione della latenza; affinché l’IA sia utile in applicazioni in tempo reale come la logistica autonoma o la chirurgia a distanza, l’infrastruttura deve essere distribuita geograficamente in tutto il subcontinente.
Per comprendere la portata dell’ambizione dell’India, è utile osservare come si posiziona rispetto ad altri attori globali in termini di obiettivi per l’infrastruttura IA per il periodo 2026–2028.
| Regione | Obiettivo stimato infrastruttura IA | Focus primario | Vantaggio chiave |
|---|---|---|---|
| India | $200B+ | IA Sovrana e Calcolo Pubblico | Scala massiccia di dati e basso costo del lavoro |
| Stati Uniti | $500B+ | Addestramento modelli di frontiera | Design di chip leader ed ecosistema VC |
| Cina | $300B+ | Rete nazionale di potenza di calcolo | Integrazione verticale e controllo statale |
| Unione Europea | $150B+ | IA etica e calcolo orientato alla privacy | Forte quadro normativo |
L’infrastruttura è inutile senza il capitale umano per gestirla. Si prevede che una parte significativa dell’investimento previsto di 200 miliardi di dollari confluirà in programmi di formazione specializzati. L’India attualmente produce più laureati in ingegneria di quasi ogni altro paese, ma le competenze specifiche richieste per l’infrastruttura IA — come la programmazione GPU di basso livello, la gestione di sistemi distribuiti e il networking ottimizzato per l’IA — scarseggiano.
Per colmare questo divario, il governo ha stretto partnership con istituzioni accademiche per creare "Centri di Eccellenza per l’IA". Questi centri fungono da ponti tra la ricerca teorica e l’applicazione industriale, garantendo che i tecnici e gli ingegneri di domani siano pronti a gestire l’hardware installato oggi.
Per le organizzazioni che cercano di navigare in questo massiccio afflusso di capitale e infrastrutture, si raccomandano i seguenti passaggi:
La scommessa dell’India per 200 miliardi di dollari in investimenti nell’IA è più di un semplice obiettivo finanziario; è una dichiarazione di intenti. Costruendo le fondamenta fisiche dell’era dell’IA, l’India sta tentando di superare il suo ruolo tradizionale nella gerarchia tecnologica globale. Se avrà successo, il paese non sarà solo un consumatore di IA, ma il motore stesso che la guiderà per il prossimo decennio. Il percorso è irto di sfide logistiche e tecniche, ma lo slancio — guidato sia dalla politica statale che dal capitale privato — suggerisce che l’India sia sulla buona strada per diventare un nodo indispensabile nella rete globale dell’IA.



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