Una battaglia legale storica contro i giganti del digitale raggiunge oggi un punto di svolta cruciale, poiché il Nuovo Messico diventa il primo stato a portare in tribunale in modo indipendente una grande corporation di social media per la sicurezza dei minori. Il procedimento, che inizia con le dichiarazioni di apertura a Santa Fe il 9 febbraio, vede contrapporsi l'ufficio del Procuratore Generale Raul Torrez e Meta Platforms Inc., la società madre di Facebook e Instagram. Al centro della controversia legale c'è un'accusa devastante: che le piattaforme di Meta abbiano consapevolmente fallito nel salvaguardare i minori, creando di fatto un "mercato" e un "terreno fertile" per i predatori.
La causa, originariamente depositata nel 2023, accusa Meta di aver chiuso un occhio sullo sfruttamento sessuale dei bambini e di aver travisato la sicurezza dei suoi prodotti, in violazione delle leggi statali sulla protezione dei consumatori.
Fondamentalmente, il caso dello stato si basa su prove schiaccianti raccolte da un'indagine sotto copertura condotta dal Dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico. Gli investigatori hanno creato "account esca" o "account sock puppet" sulle piattaforme di Meta, talvolta fingendosi bambini di appena 13 o 14 anni, per documentare le mancanze di sicurezza. Attraverso questi account, gli investigatori avrebbero documentato l'arrivo sistematico di sollecitazioni sessuali mirate da parte di predatori e quindi monitorato la risposta di Meta.
L'accusa sostiene che le prove dimostreranno come le funzionalità della piattaforma di Meta – inclusi i suoi algoritmi e la progettazione degli account – abbiano adescato e reso dipendenti i giovani, facilitando allo stesso tempo l'esposizione a pericoli come lo sfruttamento sessuale, l'estorsione sessuale (sextortion) e il traffico di esseri umani. I risultati inquietanti citati dall'ufficio del Procuratore Generale includono l'accusa secondo cui le piattaforme abbiano servito proattivamente immagini sessualmente esplicite a utenti minorenni, consentito agli adulti di sollecitare i bambini per contenuti pornografici e consigliato gruppi non moderati dedicati al sesso commerciale. Inoltre, l'indagine è stata determinante nell'arresto di almeno tre individui che credevano di incontrare un minore.
A differenza di molte cause legali in corso che si concentrano sulla natura di dipendenza dei social media, il caso del Nuovo Messico è uno sforzo autonomo che si concentra interamente sullo sfruttamento sessuale minorile e sulle accuse di "disturbo pubblico" (public nuisance). Questa via legale è particolarmente degna di nota perché un giudice statale aveva precedentemente respinto il tentativo di Meta di archiviare le accuse, stabilendo che la società non può utilizzare la Sezione 230 del Communications Decency Act come scudo contro le accuse dello stato di aver favorito il danno.
Meta, a sua volta, ha negato con veemenza le accuse civili, dichiarando che si difenderà in tribunale. Un portavoce della società ha definito il caso dello stato "sensazionalistico" e ha accusato i procuratori di "selezionare documenti scelti con cura (cherry-picking)" per sollevare argomenti fuorvianti. Il gigante della tecnologia ha anche sollevato preoccupazioni etiche riguardo all'indagine stessa condotta dallo stato, citando l'uso di foto di bambini su account proxy e presunti ritardi nella segnalazione di Materiale di Abuso Sessuale Minorile (CSAM) scoperto. Meta sottolinea il suo impegno di lunga data nel sostenere i giovani e indica le misure di sicurezza e gli sforzi di moderazione esistenti sugli account degli adolescenti.
Il processo del Nuovo Messico si sta svolgendo in un contesto di crescente repressione legale nei confronti delle principali aziende tecnologiche. È il secondo processo principale di Meta nel 2026 riguardante presunti danni ai bambini. Solo poche settimane prima, un altro processo storico è iniziato presso la Corte Superiore di Los Angeles, dove centinaia di famiglie e distretti scolastici stanno facendo causa a Meta, Google (YouTube) e altri. Quel procedimento separato e ad alto rischio è un caso "campione" (bellwether) incentrato sulle affermazioni secondo cui le piattaforme sono state intenzionalmente progettate per creare dipendenza e per essere dannose, portando a crisi di salute mentale, depressione e autolesionismo nei giovani utenti.
Gli esiti di questi processi – in particolare l'uso delle leggi sulla protezione dei consumatori contro lo sfruttamento minorile nel caso del Nuovo Messico – potrebbero stabilire nuovi precedenti legali, aprendo potenzialmente una nuova strada legale per i regolatori di tutto il mondo per ritenere le Big Tech responsabili non solo per i contenuti pubblicati dagli utenti, ma anche per i difetti intrinseci di progettazione e sicurezza delle loro piattaforme.
Man mano che questa sfida legale progredisce, funge da severo monito sui pericoli digitali che i minori devono affrontare. Mentre gli standard di sicurezza del settore sono in discussione in tribunale, le misure proattive rimangono essenziali per la protezione degli utenti.



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